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L'intervento di asportazione dei nei.

Da sempre il neo di Cindy Crawford le ha donato un segno di indiscutibile fascino, ma a seconda della forma o del colore o della posizione corporea dei nei, per certi potrebbero essere dei veri e propri mostri antiestetici, resta il fatto che i nei sono indubbiamente nostri compagni di vita. Poco importa che questi siano presenti fin dalla nascita o si sviluppino nel corso della vita, l’unica cosa certa è che una volta fatta la nostra conoscenza non ci abbandoneranno mai. Peccato che come accada anche nelle più grandi storie d’amore non tutti i compagni di vita siano eternamente fedeli, così può capitare che qualche neo manifesti improvvisamente una nuova natura, fino a quel momento tenuta nascosta, e si appresti a tradire la nostra fiducia cominciando un nuovo idillio con il terzo incomodo, il melanoma, una forma tumorale maligna e pericolosa.

In questo caso deve essere preso in esame il consulto di uno specialista in Dermatologia, anche nei casi in cui il neo procura semplicemente un disagio estetico al paziente.

L'intervento di asportazione dei nei.

Esistono sostanzialmente due tipologie di intervento: l’asportazione chirurgica e quella con il laser. Sebbene il paziente sia spesso affascinato dalla metodica laser come sinonimo di modernità o di minore invasività, purtroppo non sa che tale metodica presenta il limite di NON permettere l’esame istologico della lesione; pertanto in molti casi la possibilità di scelta tra le due metodiche non è contemplata, ma non certo per salvaguardare la medicina classica.

Asportazione chirurgica – Questo intervento è certamente il più utilizzato perchè permette sempre di effettuare l’esame istologico della lesione asportata. Una volta praticata l’anestesia locale, si procede alla preparazione del cosidetto campo sterile, ovvero si disinfetta la cute e la si isola con un telino sterile bucato nel mezzo, così si procede all’incisione ed asportazione di una losanga di cute che comprenda il neo; poi si sutura la ferita con uno o più  fili riassorbibili e/o non riassorbibili, a seconda della zona corporea interessata, al fine di ottenere la migliore cicatrizzazione possibile. Solitamente si utilizzano fili molto sottili in zone delicate come il viso e più spessi altrove, quando è indicato si procede a suture “”estetiche” intradermiche. Al termine la ferita viene medicata, e in un arco di tempo compreso tra i 7 ed i 20 giorni (a seconda della zona interessata) si procederà alla rimozione dei punti. Il neo viene inviato all’Anatomo-patologo affinchè effettui l’esame istologico.

L’opportunità o meno di un’asportazione di neo va valutata di caso in caso anche in relazione alle aspettative del Paziente.

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